EMBRICE
 
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giovedì 3 dicembre 2009, ore 18.00

 

 

Commento della mostra “Casa Valva: radici organiche a 50 anni dalla morte di F.Ll.Wright”, dedicata all’opera dell’Architetto Francesco d’Ayala Valva. 

Carlo Laurenti introduce un incontro con l’autore

con una conversazione sul tema: 


 

TRANSLATING: TRASMETTERE L'INTRASMISSIBILE.

“Imparare facendo” è l’assunto, maturato nell’ambiente di Taliesin - East and West - più frequentemente ripetuto da Francesco d’Ayala Valva. Per l’architettura organica, imparare facendo era nella natura dei materiali. Decisivi elementi di contesto datano ormai la teoria di questo ambito professionale e maieutico. Che tuttavia resta suggestivo nella sua intraducibilità sotto il cielo dell’Europa di oggi. Il tema centrale della collocazione dell’artigianato nella pratica del Tao che Laurenti ha già affrontato con acutezza e acribia in più di una occasione.

 

 

Mostra dell'Opera

 dell'Architetto Francesco D'Ayala Valva
dal 20/11 al 5/12 ore 18-20

 

con il patrocinio di:

Dipartimento di Studi Euro-Americani, Università Roma Tre - The U.S.-Italy Fulbright Commission -

Fondazione Bruno Zevi - Ambasciata del Messico - Istituto Italo-Latino Americano.

 

a cura di Carlo Severati

 

 

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Casa Valva  è il titolo sintetico della mostra dedicata all’Architetto Francesco D’Ayala Valva, che ha frequentato Frank Lloyd Wright dal 1954 come borsista Fulbright. La Mostra è organizzata col Patrocinio di: Dipartimento di Studi Euro Americani di Roma Tre, Commissione Fulbright, Fondazione Bruno Zevi, Ambasciata del Messico, Istituto Italo Latino Americano. L’ Architetto, dopo un lungo soggiorno in Messico, affronta anche temi locali: come nella prima casa ricostruita a Valva, in Irpinia, dopo  il terremoto del 1980.

 


 

 

15 Ottobre 2009

 

Ai suoi lettori, che abbiamo salutato il 30 Giugno con la Mostra Infusion, EMBRICE rivolge un saluto di bentornato.

Conferma la sua presenza e la sua attività a medio termine e presenta il programma, ancora in parte da definire, delle attività Ottobre 2009-Giugno 2010.

 

- L’attività espositiva  riprende Venerdì 16 Ottobre con la Mostra maleducata per definizione che presenta un nuovo impulso che Vittorio Giusepponi ha dato al suo lavoro negli ultimi due anni. Alcune opere erano già comparse  nella grande personale che la città di Ancona gli ha dedicato in primavera, e queste più recenti sono state pensate e composte appositamente per questa mostra da EMBRICE.

 

- Il 13 Novembre,  la Mostra CASA VALVA presenta la registrazione in sintesi della vita di Francesco D’Ayala Valva, nato nel 1927; un Architetto con una larga esperienza internazionale, Fulbright Fellow a Taliesin nel 1954. D’Ayala Valva arrederà lo spazio di Embrice con oggetti e arredi domestici da lui realizzati o fatti realizzare per sé nell’arco di 50 anni, presentando (negli spazi bidimensionali dei pannelli, degli schermi e dei video) esempi dei progetti e costruzioni realizzate. Un panorama problematico realizzato in una lunga diaspora, dagli USA al México all’Europa, nella quale non ha mai smesso di richiamarsi all’insegnamento-e qualche volta allo stile- di Frank Lloyd Wright. Per la Mostra è stato richiesto il patrocinio, del Dipartimento di Studi Americani della Università Roma 3, dello IILA e della Fondazione Bruno Zevi.

 

- Venerdì 18 Dicembre Embrice presenta per un giorno di auguri una sintesi degli eventi 2009, con una mostra che riapre fra l’8 e il 15 Gennaio 2010.

 

 

Attività 2008-2009

 

2008 1, 22/02-5/03 EMBRICE+Freelands (immagine e comunicazione); 2, 7/03-14/03 Fabio Andriotto, La Casa di Fabio (artigianato) ;18/03-26/03, Alfredo Passeri, Pasqua a La Garbatella  ( l’album di famiglia di un architetto nato a Garbatella); 28/03-6/04, Roberto Ianigro e valentina Ricciuti tutto in una volta ( architettura); 11/04-20/04, Alberto Giuliani, monumento a Fons Rademakers (architettura); 25/04-4/05, Massimo Alessandrini,minihabitat in legno e paesaggio ( architettura); 13/05-25/05, Alessandra Baldoni, Maria Chiara Calvani e Silvia Sbordoni, sceneggiature per uno scatto (video-arte e fotografia); 6/06-13/06, Davide Tarantino, Guido Lombardo, ISIA, Sé-men, design sociale ( progettazione partecipata); 20/06-29/06, Daniele Forlani, Una città Girdino padronale: Metanopoli di Enrico Mattei ( urbanistica) ; 26/09-7/010, Gruppo traidentiti,: Sergio Capiluppi, Christian Campoli, Silvia Sbordoni, metà e metà, costruiti nel forte sociale: suoni, immagini, cataloghi ( installazione “site specific “ ) ; 24/10-7/11, Federica Dal falco, BSR, materia e atmosfere nelle tre battaglie di Paolo Uccello ( arte globale con uso di computer) ; 16,17,18/11, Franca Bossalino, Carlo Laurenti, Leone Spita, Architettura contemporanea in Asia, tre documentari ( Cina e Giappone, film documentario) ; 21/11-3/12, Dafne Tafuri, una scultura-committenza, progetto esecuzione e nuove configurazioni ( scultura).

18/12, Embrice su Embrice, (bilancio e prospettive).

2009 %701-10/01, Embrice su Embrice, bilanci e prospettive; 21/01, Edoardo Gellner nel centenario della nascita ( architettura, presentazione di libri ) ; 20/02-8/03, “ Rome streetmates”, borse artigianali di Nina Tamaro ( artigianato) ,29/05-13/06, Paolo Marconi Architetto (architettura) , 16/06, Le scale di Paolo Marconi ( conferenza di chiusura, Aula Magna di Architettura Roma Tre ( Restauro) , 15/06-27/06, INFUSION, 6 artisti neozelandesi a Roma ( arte) , 16/10-31/10, Vittorio Giusepponi ( scultura ) , 20/11-5/12. Casa Valva, radici organiche  a 50 anni dalla morte di Frank Lloyd Wright ( Architettura ); 18/12, Embrice su Embrice, bilanci e prospettive.

 

Carlo Severati e Carla Corrado sono rispettivamente Vice-presidente e socio della Associazione culturale “ Via delle Sette Chiese”, regolarmente costituita. In questa veste hanno contribuito ad organizzare due eventi sul territorio, nel 2009:

7 ed 8 Marzo, Città Attiva XI: attività stradale, nel nuovo studio di Architettura A2, in Via delle Sette Chiese e all’Urban Center.

12 Giugno, Giornata di Studio : Via delle Sette Chiese: archeologia e Storia, Urbanistica, Architettura.

 

 

Gennaio-Giugno 2010

 

Dittico botanico, orifizio e bocca, potrebbe essere il titolo della prima mostra quasi fotografica che EMBRICE organizza fin dalla sua apertura. Lorenzo Sechi, fotografo professionale con all’attivo una larga esperienza anche internazionale, appoggia per un po’ la macchina al tavolo del computer e  riflette su due immagini: una foglia e un fiore escono straniate da questa sosta, con un sottile straniamento semantico decisivo, inversamente proporzionale alla relativa modestia degli interventi sulle fotografie originali. Le due immagini e i loro scatti-matrice vengono presentati con il contorno di molti altri scatti, del mondo vegetale e dei fiori, indagati con scientifica acribia fin nel fondo della loro struttura cromatica.

 

- Il sito sulla sostenibilità del progetto architettura-ambiente, W3.uniroma1.it/diarambiente, che presenta scenari (al 2010, 2030, 2050) verrà presentato in collaborazione con il Dipartimento di progettazione della Facoltà di Architettura Ludovico Quaroni.

 

- Tema monografico del 2010 sarà il progetto FRF, Five Roman Flats: cinque appartamenti romani, 4 dei quali reali ed 1 virtuale, vengono presentati in sequenza nella Galleria EMBRICE; si filmano le singole  inaugurazioni. Foto e oggetti esposti sono accompagnati da un breve scritto che ne descrive la storia. Su questo documento si scrive un monologo o un dialogo che viene rappresentato in una piccola struttura teatrale amica. Si filma la rappresentazione. Questi materiali si discutono nella sede di Piramide Channel e, anche sulla base del dibattito, si scrive, nel 2011, la sceneggiatura per un film  a episodi.

 

- L’arte, infine. La Mostra del lavoro recente di Giusepponi chiude un ciclo di mostre d’arte che hanno oscillato dalla installazione site-specific al video, al grande marmo. La sequenza esatta è stata: Maria Chiara Calvani, con Alessandra Baldoni e Silvia Sbordoni; il gruppo Traidentiti ; Dafne Tafuri; Ludovica Dal Falco. Embrice si porrà per il 2010 in una posizione di ascolto e di lettura. Si prevede una sequenza di incontri della durata di un giorno: sarà presente, una volta al mese da Gennaio a Giugno,  un artista che dispone le sue opere e ne discute con vari INTERVISTATORI scelti da Paolo Balmas,  di fronte ad un pubblico limitato. Anche attraverso Skipe, come nel caso di Carla Breeze, saggista, fotografa e artista USA, che lavora ad Albuquerque, New Mèxico.

 

English version:

October 15th 2009

 

The Studio-Gallery Embrice welcomes his readers after Summer holidays

The activity ended in June 30th, with the New Zealanders Artists exhibition

“INFUSION” and will start again in October 16th with the work of Vittorio Giusepponi ( Offagna, AN, 1959), who will present his ceramic works, in the exhibition entitled ’Maleducata per definizione’ (Unpolite by definition),which identifies the row materials before the  touch.of the artist.

In November 13th our guest will be an aged Architect ( 82), with the exhibition CASA VALVA., recalling  both his family name, D’Ayala Valva, and the  valve, as a part of a mussel’s shell. Francesco describes himself and his work as follows: I’m an Architect and a Fulbright. Architect means being dead sure that

(good) Organic Architecture can save mankind. …My experience was Frank Lloyd Wright: not to be taught by him; “ learning by doing”…meant15 years in México…far away skies…Here in Europe, it meant low skies, homely landscapes lived in by fairies and nymphs…

December 18th will be Embrice’s Greetings Day, with a summary exhibition of  2009 activity. The same exhibition will open again in January 8th- 15th to welcome the new year 2010.

 

January-June 2010

 

Through the topics of Embrice artiemestiere, the new year will bring a problematic definition of art , with interviews to the Artists. The Artists will be invited on site or internet connected trough skipe ( as in the case of Carla Breeze, an artist based in Albuquerque ) ; the interviews will be presented to a selected public of 15 people, and developed by critics chosen by Paolo Balmas. The program is driven  by the 2008-2009 experience: from the site-specific installation ( Traidentiti team ), to a “ traditional” great marble ( Dafne Tafuri); in between, a digital movie  on  the paintings of Paolo Uccello. ( Federica Dal Falco).

The first exhibition scheduled is 2+2 pictures : the first of the two couples, a botanical subject softly shifts into the anatomy realm generating the second one: mouth and orifice. Lorenzo Sechi (1959), the author is a professional fotographer and will present his work on a stage-set of high quality flowers pictures.

ARCHITECTURE will be the main 2010 subject. Embrice will present w3.uniroma1.it/diarambiente, a website on Sustainability and Architecture- the sceneries ‘2010, 2030, 2050.-with a special focus on changes in education and  design  theory and practice in Architecture to meet the goals of global  environmental challenges.

Finally, the FRF project.

Five roman flats ( four of them are real, one is virtual) will be presented in the Studio-Gallery Embrice, as first step of a large program, aimed at the construction of a movie subject and design. As an intermediate step the story of each flat will became a dialogue for a theatre pièce; the two will be recorded on a video file, and all the materials will be displayed and discussed at Piramide Channel Cineforum. Piramide Channel will be the home address of the new movie. The flats have been already selected  for their architectural, human and literary interest.

 


 

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Comunicato Stampa

 

La galleria Embrice apre la stagione 2009/2010 il prossimo venerdì 16 ottobre con una personale di Vittorio Giusepponi.

Nato ad Offagna in provincia di Ancona nel 1950 e da anni a Roma, Vittorio Giusepponi si è confrontato, nei suoi cicli di lavoro, con la materia nelle sue diverse accezioni: legno, marmo, carta, vetro. In quest’occasione ci propone l’esperienza con la materia nella sua progressione da argilla a ceramica: un’ulteriore tappa del suo essere scultore. Perché “fare  lo scultore vuol dire lavorare con la materia, e lavorare con la materia vuol dire imparare che la materia è maleducata per definizione. O fai ciò che lei vuole sia fatto o non sarai mai un artista. Non farai mai qualcosa di vivo.”

 

È d’altra parte lui stesso ad ammettere – in senso programmatico - che è il confronto con la materia a determinare dalle fondamenta il suo essere scultore: “Nella scultura, è il materiale che ti sceglie, che determina che tipo di artista sarai, cosa esprimerai di te stesso. La statua di legno, oppure di marmo, si carica. Prende dall’universo la sua energia. Non è un miracolo, ma  un potere, un potere quasi incredibile, ma assolutamente reale. È un po’ come per l’albero che prende diverse sostanze dalla terra e poi dà frutti, frutti che si aprono sull’esterno incidendo sulla nostra vita dal punto di vista della qualità. Un’opera di scultura, svolge questo compito continuamente.

L’opera sa come gestire il suo apparire, siamo noi che non lo sappiamo e dobbiamo impararlo.

Noi non sappiamo sempre come reagire ai cambiamenti atmosferici, a volte il sole ci da fastidio, a volte se piove ci mettiamo a piangere. L’opera non piange, a meno che non sia una fontana o che non sia  la tradizione popolare volerla veder piangere.”

 


 

12 Giugno - Libreria Rinascita

Via delle sette Chiese: archeologie e storia, urbanistica, architettura.

 

locandina e-mail

 

L’iniziativa della quale all’oggetto ha il Gratuito Patrocinio della Facoltà di Architettura dell’Università Roma tre e del DIPSU, Dipartimento di Studi Urbani, della stessa Università Roma Tre e del Muncipio Roma XI.

 

Essa nasce da un precedente incontro informale organizzato dalla Associazione Culturale Via delle sette Chiese, con la collaborazione di EMBRICE e col patrocinio della Regione Lazio e del Municipio Roma XI, il giorno 8 Marzo u.s., e da ulteriori interventi a cura del Municipio Roma XI degli ultimi due mesi.

Questi incontri sono stati sollecitati in parte dalle trasformazioni urbane in corso che investono il sèdime dell’antica Via delle Sette Chiese; in parte dai numerosi progetti di townscape che riguardano la Via, molti dei quali realizzati, che hanno riaperto il tema delle sue caratteristiche storiche e della ricostruzione dello stesso antico tracciato.

La  scelta della sede per la giornata di Studio nasce dall’incontro fra le ristrettezze economiche della Associazione e la volontà di collaborare con altre strutture presenti sul territorio da poco tempo.

La Libreria Rinascita ha circa 50 posti a sedere ed è dotata di un bar-gastronomia, oltrechè naturalmente di schermo, computer e videoproiettore. Si prevede una ripresa video dell’intera manifestazione.

 


 

15 Giugno - EMBRICE

INFUSION

 

Le due Mostre che si aprono il 15 Giugno sul territorio romano della Garbatella descrivono la realtà complessa, e nelle apparenze soft, di una architettura che costituisce una importante componente della Identità Nazionale della Nuova Zelanda.

Se dicessimo: Didattica come Infusione, come  formazione degli Architetti delle Trenta Case, stabiliremmo, forse con eccessiva schematicità, ma vicini alla realtà, il legame fra le due mostre .

Gli Architetti autori delle trenta case hanno per lo più studiato ad Auckland, nella facoltà di Architettura del Politecnico.

In quella Facoltà si insegna creative art: una disciplina che contribuisce ad infondere nello studente architetto in formazione un sapere sottile, non specificamente architettonico. Difficile da trovare nei programmi europei.

 

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What skills must an architect have? This is a question which has no easy answer. The balance

between technical, ethical, managerial, representational, critical and creative powers is constantly

debated. Even the question of what can and what cannot be learned is uncertain. What is known,

however, is that the education of the architect is both varied and complex.

This exhibition displays one strand of this complexity. Art is often assumed to be a part of

architectural education but the ways in which it might be taught are only slightly less complex

than the question of how artistic skills might be transformed into design work.

In an attempt to explore this question this exhibition shows work from the School of Architecture

at Unitec in Auckland, New Zealand. The works of three professional artists employed in

the School are shown alongside examples of student projects. There is no direct connection

between the pieces; however it is suggested that creative processes can be infused into the

culture of architectural education, and that the example of artistic production can infiltrate the

consciousness of certain students to produce work with a certain character, an atmosphere

which transcends the pragmatic

 

Tony van Raat,

Curator of the exhibition

Head of the School of Architecture Unitec Auckland, New Zealand

 

 

Prossimi antipodi

 

La Mostra  ci viene proposta da Tony van Raat ( Dean della Facoltà di Architettura del Politecnico UNITEC di Auckland col suo titolo INFUSIONE ). Rende, la Mostra, testimonianza del peso che la creative art ha, in generale, nelle società industrializzate del Pacifico australe; nel nostro caso, poi, documenta allusivamente l’importanza del tema arte nella formazione di giovani architetti. Due sono i graduate student qui presentati: Clinton Weaver e Finn Scott, con materiale fotografico il primo e accurate pencil ( or pen ) textures l’altro. Un giovane architetto dotato, Scott, o, come più esattamente bisognerebbe dire gifted, che sembra avviato a ripercorrere interessanti itinerari presentati una ventina di anni fa alla Biennale di Venezia da un certo numero di scuole di architettura neozelandesi. Esercizi astratti di qualità, dal dettaglio all’insieme, con un unico strumento per tracciare, o un unico materiale.

Impossibile divinare l’infusione della quale i giovani sono debitori ai  più maturi insegnanti. La versione neozelandese del significato di INFUSION è infatti declinata come  la molteplicità di esperienze e di saggezze che sarebbero strutturali dell’architetto. Tuttavia il salto generazionale e il profilo biografico  degli insegnanti consentono almeno l’identificazione di una distanza, di un livello diverso al quale si collocano le loro opere rispetto ai disegni e alle foto dei giovani. Claudia Pond Eyey, neozelandese classe 1946 e persona socialmente impegnata ( che sarebbe riduttivo ricordare solo come  storico sostegno della facoltà di Architettura ) è forse il personaggio più complesso da decifrare con i pochi frammenti, apparentemente infantili e ludici, che arrivano qui a Roma. Le geometrie appassite di Miriam van Wezel ( 1954) contraddicono con intelligenza la serialità dell’insieme, mentre John Posateri viaggia negli USA e dagli Usa alla New Zealand col suo bagaglio di cadaveri animali: monito sulla riduzione della diversità biologica e linea di metodo debitrice della ormai quarantennale storia dell’arte concettuale.

 

La Galleria EMBRICE non ha alcuna tentazione universalistica; e sa bene che questa nota corre il rischio di essere sì un tentativo di chiarimento: ma di avere forse usato strumenti di lettura inadeguati. Ma correre il  rischio è l’unica via possibile, se si vuole evitare la retorica ricerca dell’urlo Maori o di una modernità autoctona, come quella del ristorante costruito di recente per lanciare le Pagine Gialle Neozelandesi. Prossimi antipodi, quindi.

 

Carlo Severati, Gianluca De Laurentiis

 

 

 


2009/Maggio


La Galleria Embrice Arti e Mestiere segnala che venerdì 22 maggio 2009,

alle 18:30, si inaugura la mostra

PAOLO MARCONI ARCHITETTO. STILFRAGEN 2009

Interpretazioni, repliche, interpolazioni

a cura di Carlo Severati
 

invito mostra paolo marconi

 

La mostrà rimarrà aperta da venerdì 22 maggio 2009 a venerdì 12 maggio 2009.
 
autori: Paolo Marconi
curatore: Carlo Severati
da: venerdì 22 maggio 2009
a: venerdì 12 giugno 2009
vernissage: 22 maggio 2009. dalle ore 18.30
orario: dalle 18.30 alle 20.30, chiuso la domenica
biglietti: ingresso libero
accesso disabili

 

COMUNICATO STAMPA

Paolo Marconi Architetto. Stilfragen 2009: interpretazioni, repliche, interpolazioni.

50 anni fa si laureavano a Roma Gianfranco Caniggia, Paolo Marconi e Paolo Portoghesi.

Elementi di crisi erano apparsi nella scelta di un linguaggio architettonico, in Italia e in tutto il mondo, ed erano stati raccolti e mediati nella Scuola di Roma da Saverio Muratori. Dopo le sue prove di ‘semplificazione’ razionalistica e le tipologie ‘svedesi’ delle case popolari costruite fra il primo e il secondo settennio INA Casa, Muratori impose una severa didattica tradizionalista a Roma - dalla ‘Cappella in muratura’ alla ‘Casa a schiera’ - contemporaneamente alla nascita dell’edificio da lui costruito all’EUR per la Democrazia Cristiana. Egli era un appassionato studioso dell’opera di E. G. Asplund (1885-1940) nella quale apparivano modelli tradizionali come nella Biblioteca di Stoccolma, nelle Law Courts di Gothemburg e nell’edificio per lo Stock Exchange di Gothemburg. E il Palazzo all’EUR di Muratori ne era la dimostrazione.

I tre architetti attraversarono quella esperienza didattica venendo da storie personali affini. Gianfranco Caniggia era figlio di Emanuele, diplomatosi all’Accademia di Belle Arti e munito della stessa formazione dei Fondatori della Facoltà di Roma: una formazione in cui il  linguaggio classico era aggiornato al  ‘Liberty’ viennese, ma era memore del classicismo antico e rinascimentale, e si veda la Casa presso la Trinità dei Pellegrini a  Roma, progettata con Gianfranco nel 1955. Una formazione in cui l’intervento edilizio entro o attorno ai centri storici, specie quello di Roma, comportava un apprendimento del linguaggio del contesto. Paolo Marconi era figlio di Plinio, urbanista e architetto militante uscito dalla scuola di Giovannoni, il quale si dedicò negli anni ’20 - come progettista e direttore dei lavori - alla borgata romana La Garbatella ed agli studi sul vernacolarismo laziale e romano. Paolo collaborò col Padre fino agli anni ’70, realizzando con lui La Borgata rurale Lamadacqua a Noci, presso Alberobello, con una Chiesa ‘vernacolare’ coperta a trullo. Paolo Portoghesi era uno studioso appassionato di Borromini, figlio di colui che sarà il costruttore della Casa Baldi.

Caniggia e Marconi compirono un viaggio di studio in  Svezia nel 1954 - pilotati da Plinio Marconi - sulle tracce di Asplund, riportandone le fotografie che L. Benevolo utilizzò nella sua Storia dell’Architettura moderna. I due furono anche affascinati dalle proposte ‘neo-liberty di Gabetti e Isola a Torino: Paolo Marconi andò a visitare la Casa di Erasmo di Gabetti e Isola del 1957, introdotto da Portoghesi.

Caniggia, Marconi e Portoghesi, compagni di corso e di avventure intellettuali negli anni dell’Università, si ritrovano all’appuntamento del Concorso per la nuova Biblioteca Nazionale di Roma col progetto illustrato dalla prospettiva esposta, disegnata da Paolo Marconi. Lo scrigno della cultura, come lo chiamavano i tre architetti, è l’incompreso, complesso protagonista,  (Caniggia divenne assistente di Muratori, e in un secondo tempo di Roberto Marino), del  dibattito post-concorso. Un dibattito che comprendeva il grattacielo ‘neogotico’ di Mario de Renzi, le torri a svastica di gusto costruttivista di Carlo Aymonino e del giovane Tafuri, i modesti, ma solo apparentemente ragionevoli, volumi del progetto vincente.

L’organicismo’ zeviano aveva già fatto la sua comparsa nella palazzina di Via Pisanelli, un prezioso vernacolarismo era comparso al Tiburtino, coordinato da Ridolfi. Il rifugio di montagna in acciaio, tesi di laurea di Benevolo, e, di lì a poco, gli edifici, pure in acciaio, di Melograni, Giura Longo  e dello stesso Benevolo, si profilano come radicali corrispettivi del pensoso razionalismo di Bottoni a Milano.

Si vede bene da queste notazioni sparse che parlare di Paolo Marconi Architetto significa aprire un dibattito su cinquanta anni di cultura architettonica romana. Per intanto affrontiamo gli interrogativi che egli ci pone nel suo infaticabile lavoro di teorico, di storico, di progettista e di uomo di cantiere. 

 

Carlo Severati, Paolo Marconi

 

Paolo Marconi Architect: stilfragen 2009.

He graduated in Rome  50 years ago. His father, Plinio, was  an active urban planner and  architect   -educated at the school of  Gustavo Giovannoni -   who, in the ‘20s, was a scholar of  the vernacular architecture in Rome and  its region,  as well as  both the designer and  the construction manager of the project  for ‘La Garbatella’ suburb in Rome .

Paolo worked with his father on the  project of the rural suburb

La Madacqua in Noci,(Alberobello) and its  vernacular Church covered by a trullo.

In 1954 Paolo and his schoolmate and colleague Gianfranco Caniggia  went on a study-trip to Sweden with the purpose to visit and document Asplund’s buildings ( Leonardo Benevolo published their photographs in his book on the History of Modern Architecture)   

In 1957 Paolo Portoghesi introduced him to Gabetti e Isola, by whose  ‘neo- liberty’ proposals   Marconi  was  truly fascinated.

Caniggia, Marconi and Portoghesi- who had been schoolmates and also shared some intellectual adventures, during the years of their University education- joined  together to participate in the design competition for the new  Rome National Library , a project  shown in the perspective drawing  made by  Marconi himself.

The ‘culture shrine’ -as the three architects dubbed it- is the misunderstood and complex protagonist of the following debate  which  discussed the ‘neo-gothic skyscraper’ by Mario de Renzi, the constructivist ‘swastika towers’ by Carlo Aymonino with the young Manfredo Tafuri  and the unassuming  but apparently reasonable volumes of the winning project.

During the ‘50s, critical elements  regarding the choice of an architectural language appeared both in Italy and worldwide, which Saverio Muratori collected ed interpreted.  After testing  a rationalistic ’simplification’ and the Swedish housing types, Muratori - who greatly admired the traditional buildings designed by Asplund - imposed a strictly traditional design teaching at the Rome School of Architecture.

In those years Zevi’s ‘organicism ‘had already appeared in the apartment building in Via Pisanelli as well as a precious vernacular  in the Tiburino district, both in Rome,  and some steel buildings design - such as those  by Benevolo, Melograni e Giura Longo in  Bologna - stood out as a radical compensation of Bottoni’s pensive rationalism in Milan.

Therefore,  it is clear why speaking about architect Paolo Marconi means opening a debate about  fifty years of architectural culture in Rome. 

Meanwhile let’s face the questions he arises with his unwearying work as a theoretician, historian, designer and builder.

 

Carlo Severati, Franca Bossalino


 Evento precedente:

2009/Marzo:


banner embrice

 

  Consulta la sezione ASSOCIAZIONE 7 CHIESE per il programma ed il comunicato stampa


 

Nina TAMARO

Rome streetmates

20 febbraio - 8 marzo 2009
 
autore: Nina Tamaro curatori: Carla Corrado e Fabio Andriotto.
vernissage: 20 febbraio 2009 dalle ore 18.00
orario: dalle 18.00 alle 20.00, chiuso la domenica
biglietti: ingresso libero
accesso disabili
 
invito mostra nina tamaro

 

 

COMUNICATO STAMPA

Da cinque anni Nina Tamaro, che  colloca sé stessa fra la creativa e l’artista, disegna borse e zaini per donna e per uomo. La sua produzione comprende esemplari di tipo funzionale, versatile e fantasioso; nei primi, prevale una linea rigorosa ed essenziale, negli altri, a volte sorprendenti e vezzosi, Nina trasferisce tutta la sua libertà creativa. I materiali vanno dalle stoffe per arredamento a morbide pelli, a volte decorate, a manici in fibre e filati di ispirazione naturalistica. Roma è il suo luogo di riferimento, la città nella quale lavora, fra la sua casa di Trastevere e il Laboratorio del Flaminio. Roma, lei dice, ha più fantasia di altre grandi città. Una delle tante frasi fatte, che però, nel suo caso specifico, ha senso; come ha senso il suo itinerario romano, da quel centro altro che è Trastevere a quel leggero decentramento, ancora con la memoria di Cristina di Svezia a Porta del Popolo, che è Flaminio.

Alla consueta reticenza dell’artigiano, che ha comunque bisogno di altre mani, per produrre in una prospettiva di mercato, Nina affianca una disarmante autobiografia pubblica (una puntata di Storie di vita romana) nella quale l’occasione di presentare il suo lavoro le consente di ricapitolare con acribia e garbate sviste tuta la sua vita.

Questo è il più importante punto di contatto con EMBRICE, che già nel 2008 aveva tentato con successo la strada della presentazione di prodotti privati, come La casa di Fabio e Pasqua a La Garbatella.

Dietro l’itinerario romano verso Ponte Flaminio (la Cassia Veientana e il Nord Etrusco) ci sono infatti due concomitanti circostanze che Nina definisce fortune.

Una casa con la famiglia, ma soprattutto spesso visitata da artisti e intellettuali già dai difficili anni 1970, ed una sensibilità anticipatoria rispetto ai colori; scelti fin dall’adolescenza con un imperscrutabile percorso divinatorio. Negli ultimi 10 anni gli amici la leggono come una persona creativa; lei ci crede e, finalmente,  comincia. Prima con delle semplici sacche in Pile, nobilitate dai colori sorprendenti, poi con le tecniche che le consentono di arrivare fino a credibili proposte unisex sul versante del bene durevole.

Fra le possibili, consumate parole, per definire le sue borse, forse l’aggettivo gioioso ci è consentito; consentito non solo sulla base di una valutazione di senso comune sui suoi colori, ma anche perché raggiunto attraverso qualche umana sofferenza, come per i più, alla quale Nina solo garbatamente accenna.

 

Carlo Severati

 

 

Evento precedente:

2009/Gennaio:

EDOARDO GELLNER ARCHITETTO (Abbazia 1909 - Belluno 2004).

21 gennaio ore 18, giornata di studio, cui parteciperanno Carlo Severati, Mario Panizza, Cristiana Marcosana Dell'Erba, Bruno Toscano e Michele Merlo.

 

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Comunicato stampa

 

Gentile amica, gentile amico,

ti segnaliamo l'iniziativa voluta dalla Galleria Embrice e dalla Casa Editrice Gangemi con il patrocinio dell'Inarch (Istituto Nazionale dellìArchitettura), per celebrare il centenario della nascita di Eduard Walter Gellner, architetto, pittore e artigiano.

 

Per l'occasione saranno presentati i tre volumi editi per i tipi dell'Editore Cangemi:

l'autobiografia dello stesso Gellner: Quasi un diario, appunti autobiografici di un architetto; 

i due eleganti tomi di: Gellner: Disegni di architettura e paesaggio, Cortina D'Ampezzo, Trieste, Venezia, Firenze, Roma; l'interessante raccolta di scritti a cura di Carlo Severati e Michele Merlo: Edoardo Gellner, Architetture organiche per Enrico Mattei, 1954 – 1961.

 

Il venti di Gennaio del Millenovecentonove nasceva nell’Istria austriaca Eduard Walter Gellner, che diverrà italiano col nome di Edoardo, dopo la Grande Guerra. Nel quadro delle iniziative per il Centenario della sua nascita la galleria Embrice ha programmato la presentazione dei tre volumi della Gangemi Editore a lui dedicati.

La sua formazione avviene presso l’azienda di “decorazione” del padre, che generosamente accquista per lui i migliori libri (tra questi la preziosa monografia Ausgeführte Bauten Und Entwürfe von Frank Lloyd Wright, pubblicata da Wasmuth a Berlino nel 1910, che gli sarà sottratta da Carlo Scarpa anni avanti) e gli presenta i suoi  amici; come il pittore viennese Robert Schober dal quale apprende l’arte del disegno dal vero. All’inizio degli anni Trenta è a Vienna dove frequenta la Kunnstgewerbeschule (Scuola di Arti applicate) nella sezione di arredamento d’interni, entrando in contatto con Josef Hoffmann. Tornato a casa, si avvicinerà alla pratica della progettazione e al design  gestendo l’azienda paterna. Nei primi anni Quaranta si affollano nella sua vita eventi decisivi: durante il suo servizio militare nell’artiglieria contraerea frequenta l’Accademia d’Arte, il Regio Istituto di Architettura di Venezia e studia finalmente l’italiano con Licia Bradamante, che diventerà sua moglie; a Venezia trova, come professore, Carlo Scarpa, divenuto poi amico e collaboratore; sceglie, infine,  Cortina come città d’elezione. 

Fin dalla metà degli anni Cinquanta, nei progetti per Enrico Mattei, Edoardo Gellner tratta la techne più come qualcosa di affine alla poiesis, al vero e al bello, come un ponte che lo avvicina al mondo e alla natura, sia essa urbana artificiale o biologica, piuttosto che uno strumento per dominarla.

Negli ultimi trenta anni della sua vita abbandona di fatto la progettazione per dedicarsi a una appassionata quanto sfortunata difesa del territorio e della architettura delle Dolomiti venete.

Embrice lo presenta oggi come ineludibile maestro nella linea ideale che la stessa Galleria persegue.

Gian Luca De Laurentiis

 

autori: Edoardo Gellner

curatori: Carlo Severati

orario: 18.30
biglietti: ingresso libero

ingresso disabili

 

Galleria Embrice
Roma - Via delle Sette Chiese, 78
Tel. 06.64521396

 

 


 

EMBRICE artiemestiere - Anno Domini 2008 - bisestile

Calendario degli eventi dell'anno trascorso con dettaglio del residuo solido e informatico

 

1,   22 Febbraio- 2 Marzo

EMBRICE+ FreeLands, Epifanein

Corrispondenza Nizza-Severati; prove di Logo: EMBRICE, artiemestiere, architettura; EMBRICE artiemestiere, EMBRICE architettura; definizioni; immagini con testo di animali embricati; immagini evoluzione logo; moke-up vetrina, Nizza e Giuliani; invito; Power point freelands; foto vetrina EMBRICE in corso verniciatura.

 

2,   7-14 Marzo

Fabio Andriotto, La casa di Fabio,

Numerosi pezzi esposti; files invito e locandina per vetrina; powere point fot artistiche Andriotto e Corrado dei pezzi esposti; filmato con sonoro su facebook.

 

3,   18 – 26 Marzo

Alfredo Passeri, Pasqua a “ la Garbatella”,

Corrispondenza Passeri Severati; testo Passeri; testo Severati; stampe e files inviti

 

4,   28 Marzo- 6 Aprile

Roberto Ianigro e Valentina Ricciuti, Tutto in una volta,

Files e stampa invito, testi Medir, sito Medir, lettera dopomostra Severati, portfolio  Medir, portfolio Concorso Reggio Calabria con Sandro Anselmi, foto inaugurazione Lorenzo Sechi

 

5,   11-20 Aprile

Alberto Giuliani, Monumento a Fons Rademakers,

File e stampe invito, testo presentazione Purini, plastico ( da chieere), modello dello snodo ( eventualmente da chiedere), Power point del cantiere, Power point opera finita, foto inaugurazione Lorenzo Sechi (?)

 

6,   25 Aprile – 4 Maggio

Massimo Alessandrini, minihabitat in legno e paesaggio,

Stampe e file invito, Plastici ( da chiedere, eventualmente uno), testo Severati, power point del cantiere

 

7,   13-25 Maggio

Alessandra Baldoni, Maria Chiara Calvani, Silvia Sbordoni, sceneggiature per uno scatto,

Invito, book mostra di Bergamo, Biografie, testo e film Sbordoni, testi Balmas, stampe e file ( ?) invito.

 

8,   6 - 13 Giugno

Davide Tarantino, Guido Lombardo, ISIA, Sé-men, design sociale,

Materiale ISIA, stampe Invito, filmato dell’albero Sé men, testo Tarantino- Lombardo.

 

9,   20- 29 giugno

Daniele Forlani, Una città Giardino padronale: Metanopoli di Enrico Mattei,

Slides Metanopoli, slides presentazione, brani documentario Ivens, testo sintetico Forlani, tavole

 

10,   26 Settembre- 7 Ottobre

Sergio Capiluppi, Christian Ciampoli, Silvia Sbordoni, metà e metà, costruiti  nel forte sociale: suoni, immagini, cataloghi

Stampa invito, Film dell’installazione, foto inaugurazione Lorenzo Sechi, testo Traidentidity, testo metà e metà, testo Balmas, sequenza disegno formica

 

11,   24 Ottobre – 7 Novembre

Federica Dal Falco, BSR,materia e atmosfere nelle tre battaglie di Paolo Uccello, 24 Ottobre- 7 Novembre

File e stampa invito, file e stampa cartolina, testi ( Balmas, Severati, Dal Falco, Dal Falco) catalogo ( stampa, tre copie) foto inaugurazione Lorenzo Sechi, foto smontaggio Fabio Andriotto

 

12,   16, 17, 18 Novembre

Franca Bossalino, Carlo Laurenti, Leone Spita , Architettura contemporanea in Asia, tre cortometraggi

File e stampa locandina, catalogo Asiaticafilmfestival, films, testi

 

13,   21 Novembre- 3 Dicembre

Dafne Tafuri, una scultura- committenza, progetto, esecuzione- e nuove configurazioni, 21 Novembre- 3 Dicembre

Foto, locandina di vetrina, invito, testi Moschini, Tafuri, Rosselli; foto Lorenzo Sechi, foto Enrica Vatteroni

 

Link per idee e/o osservazioni:

Carlo Severati (3484225861) corsev@tiscalinet.it

Paolo Balmas (3356323165) balmas@fastwebnet.it

 

Per visualizzare i documenti in Power Point contenuti nell'archivio mostre cliccare qui o collegarsi al sito www.artiemestiere.com

 

EMBRICE arti e mestiere

Via Delle Sette Chiese, 78 (00145)

+39 0664521396 (info), +39 0664521396 (fax)

e-mail: embrice@gmail.com

fermata metro Garbatella - accesso disabili